Stilettate in boccio

Osservazione

Chissá se tra la paura, l’egoismo e l’odio si ha coscienza della propria reazione. Quanto é schiacciato, banalizzato, negato ad occhi chiusi il disperatissimo viaggio verso lo scampo, quando le forme e le lingue sono diverse.

Non si comprende se non si prova e quando si prova non c’é spazio di confronto tra sé ed altra carne umana. Non c’é paragone, da una stanza all’altra della propria casa, fosse anche nel cortile della servitú. Non c’é tempo. Non c’é logica. Compassione.

Nessun essere, sia pure inconscio della propria esistenza, accetta il destino nero. Si scappa, formiche, solo per nascondersi alla falce della dignitá e dell’orgoglio. Per non farsi trovare da un sole malato che vuole solo farsi girare intorno, senza estinguere specie.

Un abbraccio strappato alle mammelle che ti hanno dato gambe e spirito. Implosione d’amore. Le vere madri lo sanno fare. Nessun germoglio, per attempato che sia, verrá lasciato fuori, a fermare la lebbra che dilaga. E si puó capire. Se si ha un sangue buono. Se solo ci si facesse intridere dalla vergogna di noi che sputiamo sulle paure degli altri. Non italiani d’Italia. Vivi di ogni terra emersa.

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